Il tasso privo di rischio è il rendimento teorico che un investitore potrebbe ottenere detenendo un asset a rischio di default nullo, tipicamente obbligazioni governative. Serve come benchmark di base per valutare i rendimenti di investimenti più rischiosi, comprese le operazioni forex.
In pratica, il tasso privo di rischio deriva dal rendimento delle obbligazioni governative, più comunemente i Treasury bond statunitensi. Questi sono considerati quasi privi di rischio perché i governi possono aumentare le entrate attraverso la tassazione o, come ultima risorsa, adeguare la loro offerta monetaria. Il tasso varia per paese e valuta: le obbligazioni del tesoro di ogni nazione comportano rendimenti diversi a seconda delle condizioni economiche e dell'affidabilità creditizia.
Per i trader forex, il tasso privo di rischio è importante perché aiuta a calcolare il rendimento minimo che ci si dovrebbe aspettare per assumersi rischi aggiuntivi nel trading di valute.
Tuttavia, il tasso privo di rischio presenta delle limitazioni. Non tiene conto dell'inflazione, quindi il potere d'acquisto reale di quel rendimento "privo di rischio" potrebbe essere inferiore a quanto suggerisce il tasso nominale. Presuppone inoltre uno scenario idealizzato: in realtà, tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio e la volatilità del mercato significa che il tasso cambia nel tempo. Le variazioni geografiche implicano che un trader statunitense e un trader europeo affrontano benchmark privi di rischio diversi, complicando i confronti transfrontalieri.







